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Imposta di bollo su conto deposito

I conti deposito si distinguono per essere tra i prodotti preferiti dai risparmiatori: da un lato rispetto ai titoli sono uno strumento finanziario a basso rischio e dall’altro una valida alternativa ai conti correnti, perché consentono di realizzare rispetto a quest’ultimi guadagni maggiori.

Imposta di bollo conto depositoLa tassazione dei conti deposito è rappresentata sia dall’imposta del 26% sugli interessi che dall’imposta di bollo applicata sulle somme versate nel conto deposito (libero o vincolato che sia).

Prima di entrare nel dettaglio della questione, è necessaria e doverosa una premessa circa l’origine dell’imposta di bollo e della sua diversa applicazione in caso di conto corrente e di conto deposito.

L’imposta di bollo sugli estratti di conto corrente, sui rendiconti dei libretti di risparmio e sulle comunicazioni inviate alla clientela relative ai prodotti finanziari è entrata in vigore nel 2012 in virtù dell’art. 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.


La fiscalità relativa ai conti di deposito varia rispetto a quella applicata sui conti correnti a causa delle diverse normative: in base a quanto stabilito dall’articolo 1852 e seguenti del codice civile, il contratto di conto corrente si distingue per la fornitura di un servizio di gestione dei fondi da parte dell’intermediario (banca) il quale si impegna a riscuotere e pagare secondo le direttive e nell’interesse del cliente (correntista).

I conti deposito sono depositi in conto corrente la cui funzione principale non è quella di fornire una provvista al conto, ma di venire incontro all’esigenza dell’investitore di ottenere un rendimento più elevato dalle somme depositate rispetto a quanto otterrebbe dall’apertura di un conto corrente.

In questo caso, secondo quanto statuito dall’articolo 13, comma 2-ter, della Tariffa, parte I, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, l’imposta di bollo sui conti deposito deve essere applicata, in via autonoma rispetto all’eventuale applicazione del bollo al rapporto di conto corrente e nella misura proporzionale dello 0,20%, sulle giacenze che risultano vincolate, cioè quelle per le quali il risparmiatore ha rinunciato alla relativa disponibilità, fintanto che perdura il vincolo.

L’applicazione dell’imposta di bollo è diversa fra persone fisiche e soggetto giuridico: solo per queste ultime è stato fissato un tetto massimo pari a 14.000,00 mentre non c’è nessun limite massimo per le persone fisiche. La Legge di Stabilità del 2014 ha, però, eliminato l’importo minimo per l’imposta di 34,20 euro annuali.

Calcolo dell’imposta di bollo sul conto deposito

Nonostante non sia complicato, il calcolo imposta di bollo-conti deposito va eseguito con una certa attenzione. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 48/2012 e n. 15/2013 hanno fornito importanti chiarimenti in merito alla determinazione dell’imposta dovuta. Il primo punto da esaminare è l’intestazione del conto deposito: se si tratta di persona fisica o giuridica. In particolare, nel caso in cui l’intestatario sia un imprenditore individuale, l’imposta da applicare è quella relativa alle persone fisiche.

Il secondo aspetto da affrontare è il momento in cui viene applicata la tassazione: l’imposta di bollo si paga sulla base del valore al momento della rendicontazione che muta in funzione del tipo di contratto di deposito sottoscritto (mensile, trimestrale, semestrale o annuale). Imposta di bollo e rendicontazioni sono, quindi, inscindibilmente legati.

Alcuni istituti di credito fanno ricorso a una rendicontazione mensile o trimestrale, altri ad una rendicontazione semestrale o annuale.

Ciò comporta che due conti deposito aventi le stesse caratteristiche, in termini di durata e rendimento, possono pagare due diversi importi di imposta di bollo, se hanno una rendicontazione differente.

Se al momento in cui si effettua la rendicontazione il conto deposito è in attivo, si applica l’imposta di bollo nella misura proporzionale dello 0,20%, mentre se a quella data il conto deposito è a zero, si applica l’imposta di bollo nella misura minima di 1 €.

Esemplificando:

  • se al 1° gennaio è versata su un conto deposito una somma di 10.000,00 € vincolata per un anno e con una rendicontazione annuale, al 31 dicembre l’imposta di bollo dello 0,20%, calcolata sui 10.000,00 €, darà luogo a un’imposta di 20 €.
  • Se, invece, la somma versata è di 300 € (mantenendo invariata la durata e la rendicontazione di cui sopra), l’imposta di bollo sarà di 0,6 euro; in questo caso si applicherà l’imposta minima pari a 1 euro di imposta di bollo.

Il terzo aspetto da valutare ai fini del calcolo dell’imposta di bollo è quello relativo alla durata del vincolo alla data in cui si procede alla rendicontazione: se per esempio in data 1° luglio viene aperto un conto deposito che prevede la rendicontazione annuale al 31 dicembre, alla fine dell’anno il vincolo sarà attivo da soli sei mesi, con la conseguenza che la banca dovrà applicare solo la metà dell’imposta di bollo.

Conti deposito senza imposta di bollo

Nella scelta del tipo di conto deposito da aprire occorre prendere in considerazione una serie di variabili: il tasso d’interesse offerto (da cui va decurtato il 26% a titolo di imposta sostitutiva), le spese di apertura, gestione e chiusura del conto e l’incidenza dell’imposta di bollo.

Nell’ambito della suddetta valutazione, risulta utile analizzare le promozioni di varie banche, in particolare di quelle online, le quali spesso offrono conti deposito a zero spese di apertura, gestione e chiusura. Alcune offerte sono particolarmente convenienti: non solo sono a zero spese, ma prevedono conti deposito senza imposta di bollo.

Ovvero l’imposta di bollo è a carico della banca e in questo caso, è la banca a sostenere la spesa del bollo in luogo dell’intestatario del conto deposito che ne beneficerà in termini di maggiori guadagni, con anticipazione degli interessi e la possibilità di chiudere in anticipo il conto ottenendo la restituzione dell’intero investimento, decurtato dei soli interessi.

In altri casi, invece, la banca promuove l’apertura di conti deposito riconoscendo, alla presenza di certe condizioni che di volta in volta vengono rese note dalle banche attraverso i rispettivi fogli informativi, il rimborso al cliente dell’importo pari all’imposta di bollo che quest’ultimo ha pagato al momento della rendicontazione.

Vedi anche come aprire un conto deposito.

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Ultimo aggiornamento: 28/04/2024