Conti deposito: sono sicuri?

I conti deposito sono prodotti finanziari emessi dalle banche e rappresentano per i risparmiatori degli utili strumenti d’investimento nel breve periodo della propria liquidità sia nelle loro forma di depositi liberi che vincolati.

Conti deposito: sono sicuri?Sul piano della sicurezza possono ritenersi un prodotto analogo a quello dei conti correnti.

A differenza, però, di quest’ultimi, la cui presenza sul mercato è ormai consolidata e la cui sicurezza è abbastanza nota anche per i non addetti ai lavori, ad esempio impedendo che persone non autorizzate possano prelevare denaro da conti altrui o possano accedere a informazioni riservate come l’estratto conto o altre ancora, la presenza sul mercato dei conti deposito è relativamente recente da creare un analogo rapporto di fiducia tra chi li acquista e chi li offre.

Non manca però chi ritiene che aprire un conto deposito comporti rischi maggiori di perdere il capitale rispetto ad altre forme di risparmio. Si tratta, però, di un aspetto che può tranquillamente essere messo in secondo piano rispetto a una premessa importante da fare: chi intende affidare i propri risparmi a una banca (sia che si tratti di un conto deposito che di un conto corrente), deve sapere che ad oggi non esistono banche realmente a rischio e che quindi aprire il proprio conto deposito in una banca anziché in un’altra è pressoché uguale.

Optare per un conto deposito equivale, quindi, a non rischiare: investire in tale prodotto finanziario significa fare un investimento sicuro.

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Piuttosto si inizia a diffidare da altre forme di risparmio che in passato venivano considerate molto appetibili ma che oggi sono considerate molto meno sicure.

Questa considerazione può farsi sia per i conti liberi, in cui il depositante può disporre in qualsiasi momento delle somme ivi versate, che per i conti vincolati.

Il rischio in quest’ultimo caso è pressoché identico a quello dei depositi liberi e dei conti correnti in generale in cui l’investitore, se non vuole perdere gli interessi maturati fino a quel momento, non potrà ritirare le somme depositate fino alla scadenza del vincolo che può essere a 6, 12, 24, 36 mesi e in taluni casi anche a un termine più lungo.

I rischi connessi all’apertura di un conto deposito

È bene precisare che i conti deposito, come tutti gli investimenti, possono comunque presentare dei rischi da tenere in considerazione.

I rischi connessi al conto deposito sono essenzialmente di tre tipi: rischio di credito, rischio regolamentare e rischio di reinvestimento.

Rischio di credito

La banca potrebbe trovarsi in uno stato d’insolvenza tale da non poterle consentire di restituire al risparmiatore il capitale investito. Questo rischio di default della banca diventa, però, concreto solo nell’ipotesi in cui i capitali depositati siano superiori a 100.000,00 euro.

Entro tale soglia, infatti, i capitali sono tutelati dallo Stato e usufruiscono della garanzia del fondo interbancario. La garanzia si considera per depositante e per banca: se all’interno di un medesimo istituto creditizio, un soggetto è titolare di più conti, la garanzia massima totale corrisponderà a 100.000,00 euro.

Se lo stesso risparmiatore è intestatario di più conti presso diverse banche usufruirà di una garanzia fino a 100.000,00 euro per ciascuno dei conti a lui intestati.

Conviene comunque a chi ha la disponibilità di una certa liquidità di ripartire i propri risparmi su più conti deposito di diverse banche in modo da ridurre il rischio di subire in futuro le conseguenze di un default bancario.

Diverso è il discorso di chi possiede titoli emessi dall’istituto di credito insolvente; in quest’ultimo caso, il risparmiatore si troverà a partecipare alla procedura fallimentare come tutti gli altri creditori.

Rischio regolamentare

Le leggi possono subire dei mutamenti nel tempo e le garanzie inizialmente poste in essere potrebbero venire a mancare.

Rischio di reinvestimento

Una volta giunto a termine il vincolo temporale del conto deposito, l’investitore dovrà individuare un nuovo conto deposito a tassi altrettanto interessanti, ma che ad oggi sono sempre meno probabili.

Occorre inoltre considerare che i tassi sui conti deposito sono strettamente legati alla salute di cui gode l’istituto creditizio, poiché più la banca vivrà un periodo di sofferenza finanziaria più avrà necessità di reperire sul mercato i capitali e a offrire tassi interessanti.

Come funziona la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FIDT), sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia, è un consorzio a cui sono tenute ad aderire tutte le banche italiane, ad eccezione delle banche di credito cooperativo che, però, prevedono nel loro sistema una garanzia simile a quella offerta dal fondo interbancario, nonché le banche extracomunitarie che hanno aperto filiali in Italia sempreché non facciano parte di un analogo di sistema di garanzia nel loro Paese di provenienza.

A carico, invece, delle banche comunitarie non è previsto alcun obbligo di partecipazione ma la loro adesione può avvenire su base volontaria.

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La tutela del FITD riguarda i conti deposito, vincolati e non, nonché i conti correnti, gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi (ad eccezione di quelli al portatore). Non sono, invece, coperti dalla garanzia del Fondo Interbancario altre tipi d’investimenti quali quelli nei titoli di Stato, obbligazioni e azioni.

Quindi, se la banca dovesse trovarsi in un eventuale stato d’insolvenza, coloro che dispongono di conti deposito non corrono il rischio di subire le conseguenze del default dell’istituto di credito perché i suddetti conti non costituiscono l’attivo della banca e vengono dunque restituiti al risparmiatore.

Le modalità di rimborso delle somme vengono attivate automaticamente senza che il risparmiatore si sobbarchi l’onere di attivarle o di partecipare alla procedura di liquidazione della banca. In genere, il rimborso viene effettuato dal Fondo Interbancario nel termine di 30 giorni dal momento che la procedura di liquidazione coatta amministrativa della banca produca effetti.

Tutto ciò che non è sottoposto alla garanzia del FITD, sarà, invece, oggetto di riclassificazioni di bilancio che stabiliranno i termini di rimborso secondo le priorità assegnate a ciascuna pretesa creditizia.

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