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Certificati di deposito: differenze con i conti deposito

I certificati di deposito e i conti deposito sono dei prodotti di investimento che consentono al cliente di gestire i propri risparmi e trarre dei profitti. Naturalmente sono due prodotti diversi, con caratteristiche specifiche e molte differenze.

Cosa sono i certificati di deposito

Ceritificati di deposito: differenze con i conti depositoI certificati di deposito sono una forma di investimento vincolato che prevede l’emissione di titoli da parte delle banche. In particolare, a fronte del deposito di una somma di denaro per un dato periodo di tempo predeterminato, la banca è obbligata a rilasciare un attestato, in base al quale alla scadenza il cliente ha diritto al rimborso del capitale maggiorato degli interessi.

La caratteristica principale dei certificati, che li distingue da altri strumenti finanziari è la presenza di un vincolo temporale fisso, che vine indicato nel contratto e che non può essere inferiore ai tre mesi.

Inoltre, tra gli altri elementi che caratterizzano i titoli ci sono il tasso di interesse, che può essere fisso o variabile e la liquidazione degli interessi maturati tramite cedole, emesse periodicamente oppure in un’unica soluzione, alla scadenza dell’investimento.

Tipologie di certificati

In base al tasso di interesse si possono distinguere tre tipologie di certificati del tesoro:

  • a tasso fisso: in cui il tasso di interesse viene stabilito al momento della stipula del contratto;
  • a tasso variabile: in cui il valore del rendimento è legato agli andamenti a indici di mercato, in genere rappresentato dall’Euribor, al quale viene aggiunto uno spread;
  • zero-coupon: in cui non sono previste liquidazioni periodiche degli interessi, che vengono corrisposti solo alla scadenza insieme al capitale depositato all’inizio.

Vantaggi e svantaggi dei certificati di deposito

I titoli non quotati garantiscono un rendimento stabile poiché gli interessi non sono influenzati dalle fluttuazioni di mercato. Inoltre, costituiscono un’ottima opportunità di investimento per chi preferisce una bassa esposizione al rischio e desidera proteggere i propri risparmi, essendo protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Uno degli svantaggi dei certificati è la presenza di un vincolo temporale, poiché non è possibile ottenere il rimborso prima della scadenza del titolo, a meno che non si rinunci al rendimento accumulato. Inoltre, sono soggetti a una tassazione più elevata rispetto ad altri strumenti finanziari, come le obbligazioni.

Cos’è il conto deposito

Un conto deposito è una soluzione di investimento che permette di gestire i risparmi e ottenere un rendimento sulle somme non utilizzate. In particolare, è un conto corrente bancario ma con funzionalità limitate, che consente di fruttare interessi sul capitale investito più alti di un conto normale.

Non prevede costi di mantenimento ma per aprirlo è obbligatoriamente necessario sottoscrivere o avere un conto corrente tradizionale, nella stessa banca o in un’altra. Il titolare può fare versamenti e disporre del denaro disponibile liberamente.

Il conto deposito può essere di due tipi:

  • libero: in cui il cliente può ritirare e versare somme in qualsiasi momento;
  • vincolato: in cui il capitale depositato non può essere toccato prima della scadenza del vincolo, per non perdere il diritto a percepire gli interessi maturati. Per quanto riguarda il vincolo può avere una durata variabile, che comunque non può essere inferiore ad un mese. Gli interessi vengono liquidati alla scadenza in un’unica soluzione ed è possibile ritirare le somme o reinvestirle nuovamente.

Vantaggi e svantaggi del conto deposito

Il conto deposito rispetto a quello normale consente di trarre profitto dalle somme che non servono per le spese correnti. Inoltre, la maggior parte di tali conti non prevede spese di apertura e gestione e presenta un tasso di interesse maggiore rispetto ad altre tipologie di conti.

I conti sono sicuri, non presentano rischi e il rendimento non dipende dalle oscillazioni del mercato. Inoltre, sono coperti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. Uno degli altri vantaggi è che non sono richieste garanzie per la loro apertura e questa può avvenire anche online.

I rischi del conto deposito sono legati all’eventualità che la banca non mantenga gli obblighi contrattuali e che il cliente possa non avere la disponibilità del capitale depositato nel momento desiderato.

Differenze tra conto deposito e certificati di deposito

Conto deposito e certificati di deposito sono due tipologie di prodotti finanziari diversi, ma che offrono un rendimento sui capitali non utilizzati. Differiscono nel modo di acquisto e nel loro funzionamento.
Il primo presuppone l’esistenza di un conto di appoggio, dove si possono fare versamenti in qualsiasi momento e prelievi se non vincolato.

I certificati sono emessi dalle banche, vengono comprati dal cliente tramite contratto e richiedono una gestione simile ai titoli, come ad esempio i Bot o le obbligazioni. Inoltre, al contrario dei conti possono essere trasferiti liberamente dal suo titolare tramite vendita. Un’ulteriore differenza riguarda la tassazione dei rendimenti.

Quest’ultima è simile sia per i certificati sia per i conti deposito. Infatti, entrambi sono soggetti alla ritenuta fiscale del 26% sugli interessi maturati e all’imposta di bollo del 2 per mille sulle somme depositate.

Solo che relativamente al bollo si possono trovare occasioni di risparmio presso banche che si fanno carico di esso e offrono l’imposta gratuita a chi apre un conto deposito o supera determinate somme.

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Ultimo aggiornamento: 09/02/2024